Morì a 30 anni sulla provinciale, assolto dirigente

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LECCE – E’ stato assolto un dirigente della Provincia accusato di omicidio colposo per la morte di un 30enne di San Donato, uscito fuori strada sulla Galatina-Soleto. Per il Giudice Giovanni Gallo del Tribunale di Galatina: “Il fatto non costituisce reato”. Tutto risale alla mattina del 18 agosto del 2007. Il giovane Donato Grande, fruttivendolo di San Donato, stava tornando a casa alle 6 del mattino, dopo essersi diretto al mercato ortofrutticolo di Galatina. Forse a causa di un colpo di sonno, il 30enne ha perso il controllo della sua automobile ed è uscito fuori strada, morendo sul colpo.

Dopo aver scongiurato la possibilità che nell’incidente fossero coinvolte altre vetture, il Sostituto procuratore Giovanni Gagliotta, titolare del fascicolo chiese l’archiviazione del caso. Per ben due volte i familiari di Grande si sono opposti all’archiviazione con l’Avvocato Federico Pellegrino, fino a che il Gip Andrea Lisi ha deciso di imputare coattivamente l’Ingegner Roberto Bardoscia, dirigente della Provincia all’epoca dei fatti addetto al Settore appalti e mobilità.

A tirarlo in ballo una consulenza di parte dell’Ingegner Vernaleone che sosteneva che, sulla base di un decreto ministeriale del ’92 aggiornato nel ’98, il tratto di quella strada in cui si è verificato l’incidente, andava protetto dal guard rail. Al termine del processo, il Giudice Gallo ha però assolto l’Ingegner Bardoscia, perché: “Il fatto non costituisce reato”. I familiari del 30enne si sono costituiti parte civile con l’Avvocato Donata Perrone.