Ilva, settimana decisiva per lo stabilimento

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TARANTO – Settimana decisiva  per il futuro dello stabilimento Ilva di Taranto. A livello istituzionale e politico si lavora in modo serrato per scongiurare il sequestro giudiziario dell’Ilva di Taranto, a conclusione dell’inchiesta su disastro ambientale avviata dalla Procura con 5 indagati. Oggi doppio impegno a Bari: la Commissione regionale ambiente, presieduta dal Consigliere del Pd Donato Pentassuglia, sta riesaminando il testo del disegno di legge presentato dal Consigliere di Sel Alfredo Cervellera, per contrastare ancora più efficacemente le emissioni industriali inquinanti.

Si tratta di un provvedimento che introduce la valutazione di impatto sanitario, determinando una stretta sulle emissioni inquinanti qualora si dovesse accertare un aumento di malattie e patologie. La proposta di legge Cervellera, era già stata approvata nelle scorse settimane con voto unanime bipartisan dalla Commissione e si apprestava ad andare in aula, in Consiglio regionale per diventare legge. Il Governatore Nichi Vendola ha però voluto inviare il testo al Ministero dell’ambiente per evitare possibili conflitti di competenza col governo ed eventuali eccezioni di costituzionalità.

Da Roma il resto  è tornato corretto, la Commissione ambiente lo riapproverà in modo che domani possa andare in aula e quindi diventare legge della Regione Puglia. Contestualmente sempre oggi, ed è il secondo impegno barese, il Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha convocato il Governatore Vendola, l’Assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro, i Parlamentari pugliesi Raffaele Fitto, Nicola Latorre, Ludovico Vico e Pasquale Nessa per preparare la posizione della Puglia in vista del vertice istituzionale e politico che il governo ha convocato il 19 luglio a Roma.

Giorni molto intensi, dunque, e lo sono anche per la magistratura tarantina. Tra i provvedimenti possibili, stando a fonti dei lavoratori e sindacali, ci sarebbe anche quello del sequestro degli impianti.  Intervento drastico che provocherebbe un immediato contraccolpo occupazionale per almeno 5mila lavoratori diretti del siderurgico di Taranto.

 
 

di Barbara Scardigno