Tagli agli ospedali, è l’ora di Poggiardo

ospedale poggiardo

POGGIARDO (LE) – La mannaia sui posti letto si abbatte, da ultimo e in via definitiva, anche sull’ospedale di Poggiardo. Entro l’estate chiuderanno infatti gli ultimi reparti del ‘Pispico’, con il trasferimento dei 20 posti letto di gastroenterologia a Scorrano, dove il cantiere per accoglierli è in fase di ultimazione, e la trasformazione di quelli di medicina in rsa.

Una decisione che è arrivata al di là dei tagli paventati dalla spending review, decisa già prima, e che sarà sottoposta proprio in queste ore all’Assessorato alla sanità della Regione Puglia da parte della Asl di Lecce. Che la strada fosse quella era nelle cose, ma che i tempi fossero così stretti nessuno se lo aspettava. La notizia, d’altronde, era implicita all’interno di un’altra. Mercoledì della settimana scorsa fa è stata firmata l’estensione della cassa integrazione in deroga dal 25%  fino al limite massimo del 90% per i lavoratori delle mense dell’azienda Rr Puglia, sette di stanza a Poggiardo, 16 a Gagliano, già avviati agli ammortizzatori sociali dopo la dismissione del ‘Daniele Romasi’, dove però il centro di cottura continua a rimanere attivo a servizio proprio delle degenze del ‘Pispico’. Fino al 31 dicembre – o comunque fino all’aggiudicazione della prossima gara d’appalto unica per le mense, il cui bando è ancora atteso – per gli addetti al servizio è previsto dunque l’aumento delle ore di cassa integrazione, che assorbiranno quasi totalmente il orario di lavoro.

E questo proprio in vista del fatto che il nosocomio di Poggiardo cambia pelle: non più residenza sanitaria, ma casa della salute con poliambulatorio di secondo livello, a cui si aggiungeranno un nucleo di residenza sanitaria assistita e un’unità di degenza territoriale, da gestire assieme ai medici di famiglia, per un numero di posti letto ancora da decidere e che tra oscilla tra i 10 e i 20. Qui saranno trattati casi in fase post-acuta, che hanno bisogno solo di assistenza infermieristica e di un medico di medicina generale e che sulla carta costano molto meno rispetto ai posti letto di un normale ospedale.

 di Tiziana Colluto