La rabbia degli operai Palumbo, Maglie-Otranto bloccata

protesta palumbo

MAGLIE (LE) – Hanno bloccato la Maglie-Otranto, mandando il traffico in tilt. La rabbia dei 250 operai del gruppo Palumbo Leadri è tornata a trasformarsi in protesta, con il sit in che è seguito alla riunione spontanea nella prima mattinata nella sede dell’azienda, a Sternatia. Non solo lo stallo nell’inizio dei lavori che – era stato detto dopo il loro corteo del 6 marzo – avrebbero dovuto cominciare di lì a poco. A esasperare gli animi si sono messi anche i ritardi nell’erogazione da parte dell’Inps degli ammortizzatori sociali, erogazione ferma al mese di aprile. In cassa integrazione in deroga loro ci stanno da due anni e mezzo “Perchè – spiega il sindacalista della Fillea Cgil Alessio Colella – l’azienda sta ancora attendendo l’autorizzazione per partire, nonostante abbia già avuto l’affidamento del cantiere a dicembre”. Che sia quasi tutto pronto lo dimostra l’area logistica già attrezzata, con tanto di parco macchine già predisposto ma per il momento fermo, all’altezza del km4.

“L’inghippo è a Bari – continua Colella – perchè abbiamo notizia che sono arrivati tutti i pareri del Ministero e sono positivi. A non essersi ancora pronunciati sono gli assessorati alla solidarietà, alle opere pubbliche e all’agricoltura della regione”. È alzando la voce e facendo sentire la propria rabbia che si cerca di smuovere le acque chete. Nelle prossime ore, infatti, gli operai torneranno a presidiare la statale 16 e per venerdì mattina alle 9 è convocato in Provincia un tavolo in cui siederà anche l’azienda. L’appalto da 55milioni di euro aggiudicato al consorzio Coedisal, di cui parte appunto anche il gruppo Palumbo, s’è inceppato soprattutto a causa dei pareri che riguardano l’espianto degli alberi d’ulivo.

È questa infatti l’altra faccia della medaglia. 268 sono gli ulivi monumentali, su cui deve esprimersi l’assessorato all’ecologia della Regione Puglia, 8.000 quelli su cui l’Ufficio provinciale agricoltura sta effettuando i sopralluoghi. Dopo la campagna di sensibilizzazione partita da questi schermi, al momento ad avviarsi alla salvezza sono quasi 6mila alberi su 8.300. 2.500 saranno adottati dal Comune di Lecce e altrettanti da quello di Novoli, 900 da Minervino, 100 da Uggiano, grazie al lavoro di proposta e coordinamento da parte dell’associazione ‘I custodi di olivinopoli’. Segno, probabilmente, che tutela dell’ambiente e grandi opere possono convivere con meno sacrifici, quando si vuole.