Inquinamento Alfa Edile, revocata l’ordinanza

incendio alfa edile2

BRINDISI – Scendono i valori del pm10, ma non rientra l’allarme diossina. L’incendio divampato nell’ex deposito dell’Alfa Edile di Brindisi,  ha provocato non pochi danni all’ambiente, lo si evince dall’ordinanza diramata nel pomeriggio di ieri dal Sindaco di Brindisi Mimmo Consales, ordinanza con la quale si allertava i residenti di Contrada ‘Piccoli’ e del Quartiere ‘La Rosa’ a restare chiusi in casa  a causa dei fumi tossici sprigionatisi dalla combustione di materiale plastico e rifiuti speciali.

Il materiale stoccato nel deposito che ancora oggi brucia sotto tonnellate di ceneri sarebbe altamente pericoloso. I rilievi dell’Arpa, ieri, hanno evidenziato il superamento dei livelli di pm10 in atmosfera, un superamento del 20% rispetto al limite consetito. Per i valori della diossina, invece, bisognerà aspettare alcuni giorni, le analisi richiedono tempi più lunghi  e procedimenti più articolati.  Oggi i valori del pm10 sono scesi e risultano nei limiti di sicurezza sia nella zona industriale, dove insiste il deposito che  nel quartiere La Rosa, una zona in linea d’aria direttamente colpita dai fumi . Così alla luce dei nuovi dati il Sindaco ha deciso di ritirare l’ordinanza, nulla invece il primo cittadino può fare per la bonifica del sito. Il Comune, ricordiamo, ne  è custode giudiziario e pur essendo deputato a questo tipo di intervento avrebbe bisogno di ben 600mila euro per cantierizzarlo.

Una somma che l’amministrazione comunale non ha a disposizione . Resta inoltre il giallo delle fiamme che puntualmente si ripresentano in questo deposito sul quale vige una ordinanza di sequestro e più di un procedimento giudiziario. In questi anni gli incendi che hanno coinvolto l’ex Alfa Edile sono stati davvero tanti e tutti con quelle conseguenze ambientali oramai note e certificate dall’Arpa. Una situazione di rischio che va ad aggiungersi a quelle che già si verificano con estrema frequenza  nell’area industriale di Brindisi, ultima in ordine di tempo lo sversamento in mare di soda caustica proveniente da un impianto malfunzionante dell’Enichem. Un incidente per il quale si sta ancora indagando  non solo in termini di responsabilità penale, ma anche in termini di danni ambientali.

di Lucia Pezzuto