La ‘Guerra del Gas’ sulla testa del Salento

gasdotto

LECCE – La ‘Guerra del Gas’ sulla testa del Salento, registra un’altra mossa tattica. Entro il 2014 verranno avviati i lavori per la costruzione del gasdotto che dovrebbe collegare la Grecia ad Otranto. L’annuncio ufficiale è arrivato direttamente dalla società, la Itgi Poseidon ieri nella sede di Confindustria a Bari. E non è affatto un annuncio neutro. La condotta otrantina, infatti, è in alternativa rispetto a quella di Tap che dall’Albania dovrebbe sbarcare a San Foca.

L’una dovrebbe escludere l’altra.  Finora era la Trans Adriatic Pipeline ad essere considerata in pole position, grazie all’accordo già in tasca e a ‘trattative in esclusiva in corso’ con il consorzio di Shah Deniz, il più grande giacimento di gas scoperto negli ultimi anni, in Azerbaijan. A darne la notizia era stato a fine maggio a Berlino, l’A.d. di Bp, uno dei soci proprio della joint venture che gestisce quei pozzi. Nonostante sia rimasto escluso da questo, però, il gasdotto Poseidon si farà, prima ancora di stabilire da dove attingere il gas da incanalare verso l’Italia. “Non è quello l’unico giacimento, stiamo individuando altre aree, sebbene ancora non siano stati conclusi i contratti”, sottolinea Elio Ruggeri ingegnere di Itgi. Ognuno, infatti, ha il suo asso nella manica.

Tap ha gli stretti rapporti con i proprietari dell’oro azzurro, Itgi ha le autorizzazioni già ottenute, con il decreto di Via rilasciato dal Ministero dell’Ambiente nel 2010 e il decreto autorizzativo che lo scorso anno ha concesso il Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Regione Puglia. Ed è proprio nelle mani di via Capruzzi, ora, che si trova la patata bollente. Se si procede con la realizzazione di una condotta, appare più difficile dare l’ok per la seconda, a meno che, ma questo sembra da escludere, in Puglia e in Italia non si vogliano far approdare entrambi i gasdotti. “Noi ci muoviamo su logiche industriali, porteremo avanti la nostra alternativa, abbiamo una ferma determinazione, la Regione poi dovrà decidere se qui dovrà o potrà esserci spazio anche per altri”, chiosa Ruggeri. Ecco, Itgi, società partecipata dai francesi della Edison e dai greci della Depa, brucia le tappe, gioca d’anticipo, per mettere la Regione Puglia di fronte al fatto compiuto.

Entro la metà del  2013, infatti,  assumerà l’investimento, vale a dire concluderà le gare d’appalto già in corso e sulla base delle quali i suoi soci decideranno se investire oltre un miliardo di euro. Ce ne sono già avviate tre per un totale di 345milioni di euro e riguardano l’acquisto di tubazioni, del tubo compresso da installare in Grecia, per la costruzione delle opere a terra a Otranto, la centrale di riduzione di tre ettari che sarà installata nell’area accanto alla quale sorgerà il nuovo porto turistico, poco prima della Torre del Serpe. I lavori partiranno nel 2014 e proseguiranno, tranne nelle stagioni estive, fino al 2017 con tre sezioni in contemporanea in mare, in Grecia e nel Salento.

E Tap? Certo, rimane il nodo concorrenza, che probabilmente è la molla che ha fatto accelerare l’avvio di Poseidon. Per Tap, tra l’altro, si preannuncia una nuova grana, visto che l’opposizione del territorio si è formalizzata in una querela depositata in Procura da Alfredo Fasiello responsabile del comitato ‘No Tap’ e diretta ai vertici della multinazionale. E questo per la presunta “campagna sistematica di false informazioni con l’obiettivo di ottenere dalla gente dei luoghi acquiescenza o quanto meno non manifesta ostilità allo sciagurato progetto”.

di Tiziana Colluto