Sorpresa nel Pd, Sergio: “Subito superprovincia, poi Regione Salento”

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LECCE – Una superprovincia che fonda insieme Brindisi, Lecce e Taranto. Ecco la strada veloce per far nascere veramente il Grande Salento, una strada in fondo alla quale, però, si intravede un altro ente:la circoscrizione regionale che risponde al nome di Salento. L’idea in questi termini è nuova: ma la vera sorpresa è la fonte dalla quale viene: Luigino Sergio, sindaco di Martignano, presidente dell’Unione dei comuni della Grecìa salentina e esponente di punta del Partito democratico in provincia di Lecce, partito che per la prospettiva della Regione Salento non hai dimostrato grande calore, nonostante le singole posizioni favorevoli di esponenti anche autorevolissimi come Giovanni Pellegrino e Gianni Florido.

Ora Luigino Sergio, che negli ultimi anni ha scritto volumi e studiato da vicino le questioni relative alle unioni dei comuni, chiede un salto di qualità: “dalle unioni di comuni alla fusione di province – è la sua proposta – ciò sarà possibile se i Presidenti delle tre Province lo vorranno- spiega il presidente della Grecìa – pur senza che vi sia, allo stato, alcun obbligo giuridico di fusione, valido per tutte e tre le realtà provinciali, i tre Presidenti dimostrino di credere realmente al Grande Salento, al quale in questi anni (2000-2012) hanno lavorato, facendo nascere un’unica Provincia.

Questo dipende ora solo da voi e dai comuni interessati! – specifica Sergio, che spiega la differenza tra il percorso giuridico della superprovincia e quello della nuova regione. La Regione Salento, da più parti vista come una valida proposta per il territorio  – scrive l’esponente democratico – la cui nascita allo stato appare al momento però difficile, non deriva solo dalla volontà dei territori; ma anche da procedure giuridiche complesse; dall’obbligo del varo di una legge costituzionale; dalla necessità di approvazione della proposta da parte della maggioranza delle popolazioni interessate attraverso referendum.

La superprovincia, invece, ha invece un iter ben più semplice, perchè non passa dalla modifica costituzionale: sono i comuni a prendere l’iniziativa. Per formare la nuova superprovincia occorre infatti l’adesione della maggioranza dei comuni dell’area interessata, che rappresentino, comunque, la maggioranza della popolazione complessiva dell’area stessa. Quindi doppia maggioranza, sia dei comuni che della popolazione interessata. Dopo di che basta una legge ordinaria per ottenere – scrive ancora Luigino Sergio – un ente locale di circa 1.800.000 abitanti; di oltre 7.000 Km quadrati; che includerebbe ben 146 comuni e forse potrebbe essere un buon viatico per la futura Regione Salento – afferma il presidente della Grecìa salentina – allorquando si affronterà anche la riforma del regionalismo in chiave federalista. E’ giunto ora il momento di agire, di fare ancora più sul serio rispetto a quanto fatto nel passato prossimo e remoto”.

Al momento, Signori Presidenti – conclude l’esponente democratico salentino – basta il coraggio vostro e di quello dei comuni interessati; per dare ai nostri cittadini un ente più  forte, maggiormente competitivo, più virtuoso, certamente più efficace e aderente al tanto invocato principio di sussidiarietà.

di Danilo Lupo