Ecomafia 2012: Lecce nona in Italia per reati ambientali

ecomafia 2012

LECCE – Una brutta postazione in una triste classifica: Lecce è al nono posto, cioè tra le prime 10 province italiane, per illegalità ambientale, con 742 infrazioni accertate. Lo dice il rapporto annuale “Ecomafia 2012”, con prefazione di Roberto Saviano, presentato dal Presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini, alla presenza del Procuratore Antonio Laudati.

I dati si riferiscono al 2011 e sono stati forniti a Legambiente da forze dell’ordine, Capitanerie di porto e Polizia Provinciale. Ma quali sono i reati ambientali che piazzano Lecce al nono posto tra le province e la Puglia, al quarto posto tra le regioni italiane in questa classifica, guidata ancora dalla Campania? Il business illecito di cemento e rifiuti è il settore trainante dell’ecocriminalità. Ma la Puglia è in quarta postazione anche per il racket degli animali e le discariche abusive di pneumatici. E però i dati dicono anche che i reati ambientali in Puglia sono tanti, ma che si scoprono sempre, grazie alla risposta delle forze dell’ordine che è puntuale e forte.

Per il ciclo illegale dei rifiuti, 104 infrazioni sono state accertate in provincia di Lecce. Da segnalare che, soprattutto dal porto di Taranto, salpano rifiuti diretti in Asia. Da ricordare l’operazione “Gold plastic”, un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, avviata dalla Guardia di finanza di Taranto, che ha portato all’esecuzione di 54 ordinanze di custodia cautelare. Per quanto riguarda il racket degli animali, viene segnalata nel rapporto l’operazione “Febbre da cavallo”: ad aprile scorso gli uomini dell Squadra mobile della Questura di Lecce e del Corpo forestale dello Stato, scoprirono un’associazione a delinquere che organizzava corse di cavalli clandestine, in cui gli animali venivano pure dopati. Per quanto riguarda il settore delle energie rinnovabili, prosegue – tra gli altri – il processo scaturito dall’operazione “Canali”, condotta dai Carabinieri di Brindisi per l’eolico nell’area di Torre Santa Susanna, oltre ad una serie di sequestri di parchi fotovoltaici, sempre nel brindisino.

di Raffaella Meo