Protesi pericolose, il Codacons lancia l’allarme tumori

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LECCE – “A distanza di due anni le Asl della Regione Puglia dormono, mentre gli impiantati rischiano la vita”. È così che il Codacons di Lecce lancia l’allarme tumori per coloro ai quali è stata impiantata la protesi della Johnson & Johnson, per cui il Ministero della Salute nel 2011 ha disposto il richiamo di tutti i pazienti, una ventina a sottoporsi all’intervento nel 2007 solo nella Asl leccese.

Il Codacons ha diffidato la Regione Puglia e tutte le Asl a contattarli immediatamente per procedere alla verifica ed alle procedure di controllo sanitario, al fine di accertare se sia necessario o meno procedere con urgenza alla sostituzione degli impianti. La protesi, a volte impiantata anche senza il diretto coinvolgimento dei pazienti, nel 2010 è stata ‘richiamata’ dalla ditta costruttrice poiché, dagli accertamenti effettuati dalla Johnson & Jonhson, è emerso che si possono produrre scollamenti delle componenti, sacche di liquido, dislocazione, sensibilizzazione al metallo, dolore e soprattutto, emissioni di ioni cobalto che interagendo con i tessuti molli possono produrre l’insorgenza di patologie cancerogene.

Dopo le prime mosse del Ministero della Sanità inglese, s’è mosso anche quello italiano, ma dopo un anno in Puglia i controlli tardano ancora ad arrivare. È su questo che è arrivata la conseguente interrogazione regionale a firma di Antonio Buccoliero, Consigliere e Presidente di Moderati e Popolari. Il Codacons, infatti, non si accontenta della diffida. All’orizzonte si profila una vera e propria class action, per la tutela giudiziale del diritto alla salute dei cittadini salentini e pugliesi, se la Regione non darà corso in tempi rapidissimi ai richiami previsti e disposti dal Ministero della Salute. “Una azione collettiva – dicono dall’associazione – al fine di ottenere giudizialmente ciò che non si riesce ad ottenere naturalmente”.

 di Tiziana Colluto