Attentato alla Morvillo Falcone, il Riesame rigetta il ricorso di Vantaggiato

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LECCE – Nulla da fare per Giovanni Vantaggiato. Il Tribunale del Riesame ha rigettato in toto il ricorso presentato dal suo legale Franco Orlando. L’attentatore reo confesso di Brindisi,  resta accusato di strage in concorso con ignoti aggravata dalla finalità terroristica.

La difesa aveva chiesto l’esclusione dell’aggravante che avrebbe reso possibile anche l’attenuazione della misura cautelare (in pratica i domiciliari). Ma i Giudici delle libertà non hanno avuto dubbi. La decisione è stata assunta nel giro di un’ora.

Secondo quanto ritenuto dalla difesa, l’aggravante della finalità terroristica, di sicuro rintracciabile prima dell’arresto e della confessione del 68enne di Copertino, non avrebbe più senso di esistere ora che Vantaggiato ha spiegato i motivi del suo folle gesto, la sua rabbia nei confronti della politica e delle istituzioni che non lo hanno tutelato dalle numerose truffe subite che lo avevano messo in ginocchio economicamente. Di parere contrario la Procura che per l’udienza davanti al Riesame ha schierato in aula soltanto il Sostituto procuratore Guglielmo Cataldi. L’effetto generato dall’attentato è di terrorismo vero e proprio, proprio per i motivi che lo hanno spinto a commetterlo, per l’obiettivo scelto, per le conseguenze che ha generato.

Una volta rimasta in piedi l’aggravante, non si può neppure discutere dell’attenuazione della misura cautelare. In quanto il Codice in questo caso prevede solo la misura del carcere. A supporto del ricorso il legale aveva presentato, tra i motivi aggiunti, una consulenza di parte redatta dal professor Francesco Bruno. Il criminologo descriverebbe Vantaggiato come un soggetto affetto da un disturbo grave o una sindrome bipolare, per cui esistono i presupposti per un deficit dell’imputabilità, ‘almeno parziale’.

“Prendiamo atto della decisione dei giudici – il primo commento a caldo dell’avvocato Orlando – dopo la lettura delle motivazioni, che saranno depositate a giorni, decideremo cosa fare”.

di Monica Serra