“Taras” e tutti gli sforzi per salvare la squadra

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TARANTO – Taranto piange la sua squadra del cuore. Con la fine del calcio professionistico e dopo la comunicazione ufficiale dell’As Taranto Calcio. Comunicazione che ha gelato i tifosi e non solo “considerata l’attuale situazione economica della società, l’assenza di nuovi investitori e sponsor e la mancanza di eventuali trattative in grado di garantire il necessario aumento di capitale sociale, non procederà all’invio della domanda di ammissione al prossimo campionato di Prima Divisione”.

Parole che hanno spezzato il cuore dei rossoblù. Così come quello della fondazione Taras 706 a.c.. “Ce l’abbiamo messa tutta”. Sembra questo il messaggio nascosto tra le riche di un comunicato della fondazione con cui si espone una vera e propria cronologia degli eventi prima della fine. Un resoconto, data per data dal 1° giugno in poi, con cui la fondazione spiega tutti i passi, o meglio gli sforzi fatti da Nico Bruni. Commercialista che ha giocato ogni carta per salvare la squadra, finchè non è stata la società stessa a bloccare le trattative e a far precipitare la squadra nuovamente nei dilettanti.

Era proprio il 1° giugno, quando la fondazione ha partecipato con Bruni al primo tavolo istituzionale al Comune, prospettando le necessità di finanziare per garantire continuità azientale al Taranto. Poco meno di una settimana dopo la fondazione, si è impegnata anche con una telefonata con un dirigente finanziario di una multinazionale di Londra, sperando in un interessamento alla società. Alcuni giorni dopo con autorizzazione di d’addario, si legge nella cronistoria di taras 706, è stato fornito all interlocutore londinese un rendicontro economico della società.

Si inizava a sperare in un finanziameno-ponte con l’estero quando però, come una doccia fredda è arrivata la decisione dall As Taranto calcio della rinuncia totale di iscrizione della squadra al campionato. Una scelta che di fatto ha tirato fuori la società rossoblù dai professionisti. E se il calcio a Taranto risorgerà, lo dovrà fare ripartendo dalla serie D e con un nuovo assetto societario.

Alessandra Martellotti