Alienazioni e supermercati, il Tar congela tutto

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LECCE – È il primo scontro giudiziario di cui si ha notizia sulle alienazioni del Comune di Lecce. Difficilmente sarà l’ultimo: a contendersi un terreno su via Merine, sul quale costruire uno stabile completo di uffici e nuovo supermercato sono due società, la salentina ‘Rede’ e la campana ‘Lillo’. La prima, nota per la vicenda della nuova Questura, ha già costruito diversi centri commerciali in provincia per il marchio ‘Dico’, la catena low cost di Coop. La seconda, con sede in provincia di Caserta, è la proprietaria del marchio ‘MD’. Era stata quest’ultima ad aggiudicarsi il lotto 26 delle alienazioni del Comune di Lecce, un suolo da 3mila metri quadrati in via Merine, dopo l’esclusione della ‘Rede’, che non aveva presentato un’autocertificazione. È qui che la vicenda si aggroviglia: la ‘Rede’ chiede di essere riammessa alla gara, l’ufficio legale del Comune di Lecce dà parere positivo e quindi si aprono entrambe le buste di offerta. Così si vede che, sulla base d’asta di 900mila euro, la ‘Lillo’ ha effettuato un rilancio simbolico, circa mille euro, mentre la ‘Rede’ ha offerto un milione e 80mila euro.

Quindi la procedura – riaperta – decreta la vittoria dell’azienda leccese. Ma la società casertana non ci sta e presenta il ricorso al Tar, che venerdì scorso ha congelato tutta la procedura. Una sospensiva cautelare, beninteso, con la quale la prima sezione del Tar non scende nel merito, ma che rinvia tutto al giudizio di merito, nel quale si scontreranno da una parte Palazzo Carafa, con il legale comunale Laura Astuto e la ‘Rede’ rappresentata da Saverio Sticchi Damiani e, dall’altra la ‘Lillo’ assitita dall’avvocato Giovanni Sellitto.

“A prescindere dal soggetto aggiudicatario – commenta l’Assessore al Bilancio Attilio Monosi – l’auspicio è quello della celerità del giudizio del Tar, perchè questo determina la possibilità per l’amministrazione di incassare il dovuto”. Una cosa, infatti, è in tutto questo sicura: al di là dell’esito dello scontro giudiziario tra ‘Lillo’ e ‘Rede’, chi ci guadagna in tutta la storia è il Comune che ha trasformato un suolo agricolo in un terreno edificabile di pregio  e da quest’operazione guadagnerà, comunque vada, o un milione o poco meno.

di Danilo Lupo