Incendio alla discarica di Francavilla, al vaglio le telecamere

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FRANCAVILLA FONTANA (BR) – Nessun segno di infrazione, né alcun elemento che accerti la natura dolosa delle fiamme. Eppure, sulla matrice dell’incendio che nella serata di giovedì si è sviluppato all’interno di un capannone di 1.600 mq utilizzato fino a poco tempo fa per lo stoccaggio dei rifiuti Monteco, sito sulla provinciale che da Francavilla Fontana porta a San Vito dei Normanni, restano ancora forti dubbi.

Questo perchè, nonostante l’assenza di elementi tali da far pensare al dolo, la natura dei rifiuti contenuti all’interno di questa discarica utilizzata per lo stoccaggio dei rifiuti Monteco e chiusa da mesi,  non sembrerebbe tale da generare autocombustione. Plastica e metallo, ammassati nel magazzino in attesa del trattamento di smaltimento, sono stati avvolti dalle prime fiamme intorno alle 20.00.

Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Francavilla e del Comando provinciale di Brindisi che ha evitato danni più ingenti. Il bilancio, dopo un’attivita durata qualche ora, parla di una struttura fortemente danneggiata, a causa dell’alto calore sprigionato dalle fiamme, tale da cuocere persino il cemento armato. La struttura era diventata una fornace, tanto che è stato necessario utilizzare  un mezzo speciale, arrivato dal distaccamento aeroportuale provvisto di schiumogeno.

Un quarto dei rifiuti, invece, sono andati bruciati sprigionando fumi nell’atmosfera, le cui emissioni però, non dovrebbero causare problemi per ambiente e salute. Il Sindaco Vincenzo Della Corte ha allertato Asl e Arpa, che ora effettueranno i rilievi. Rilievi anche per carabinieri e vigili del fuoco, nuovamente sul posto in mattinata, alla ricerca di indizi. Quelli più importanti potrebbero venire dalle telecamere di sorveglianza poste intorno alla recinzione, i cui filmati sono ora al vaglio degli inquirenti. Per ora, non è possibile parlare di attentato. Anche se, la versione che vuole due bombolette di gas da campeggio ritrovate tra i rifiuti incendiati come colpevoli del rogo, sembra non convincere nessuno.

 di Michele Iurlaro