Manuele è tornato a casa

collepasso

COLLEPASSO (LE) – Il silenzio surreale di una folla composta ha atteso fino a tarda ora per accogliere con un abbraccio il suo eroe. Poi, al suo arrivo, Collepasso si è sciolta in un applauso fragoroso.

 Lacrime silenziose e qualcuno che, con la voce rotta dal pianto, gli diceva “Ciao”. Mai nessuno avrebbe voluto dargli un bentornato così drammatico, ma c’erano tutti a salutarlo, ci tenevano. Manuele Braj, 30 anni, carabiniere scelto del 13° Reggimento Friuli Venezia Giulia, ucciso durante la sua quinta missione di pace in Afghanistan, è tornato nel suo paese a mezzanotte in punto, accolto nella camera ardente allestita nella chiesa Cristo Re, alla periferia di Collepasso.

È stata una giornata lunga: al mattino l’arrivo a Roma, avvolto anel tricolore e, al suo seguito, la giovane moglie Federica con in braccio il loro figlioletto di 8 mesi Manuel, ed i suoi genitori Anna e Santo. Per lui picchetti d’onore e i solenni funerali di Stato, alla presenza dei ministri   della Difesa e del Lavoro, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, del Comandante Generale dell’Arma, Leonardo Gallittelli .

A rendergli omaggio si sono recati anche i deputati salentini Raffaele Fitto, Luigi Lazzari e Ugo Lisi. Dopo la cerimonia, un altro aereo, un altro viaggio che lo ha riportato nel Salento. Pochi minuti prima delle 23,00 è atterrato il C130 con il feretro. Anche qui per lui il picchetto d’onore dei Carabinieri. Poi il rientro a Collepasso, dove tutti lo hanno atteso all’interno ed all’esterno della chiesa che lo ha visto ragazzino dell’azione cattolica, poi sposo nel 2008 e papà nel 2011, quando a dicembre è stato battezzato il piccolo Manuel. Il parroco, don Oronzo Orlando, ha voluto aspettarlo qui, organizzando una veglia di preghiera fatta di salmi, canti e della proiezione di foto di Manuele nei momenti più belli della sua vita. Tra questi, anche i fotogrammi di lui, in una terra lontana, circondato dai bambini afghani “Perchè lui -ha detto don Oronzo- era positivo, sempre sorridente e si faceva voler bene”. Alle 17 i funerali, l’ultimo saluto e l’ultimo viaggio.

 di Raffaella Meo