Diossina alla Consal, Ruggeri contro tutti: “Tendenziosi”

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MURO LECCESE (LE) – “O la decisione di chiudere il mio opificio è dovuta all’incompetenza dei dirigenti asl o è tendenziosa. Ci sono gravissime resposnsabilità”. Non le manda a dire Salvatore Ruggeri, parlamentare dell’Udc, Segretario provinciale del partito e proprietario della Consal di Muro, l’azienda che produce alluminio e finita nella bufera per lo sforamento dei limiti da diossina. Ad essere considerati illegittime dall’imprenditore sono le modalità con cui sono stati effettuati i rilevamenti effettuati dall’Arpa Puglia su un campione di emissioni convogliate attraverso il Camino E1 e prelevato in data 31maggio. Le analisi hanno detto che i valori accertati della presenza della sostanza cancerogena hanno superato di tre volte le soglie consentite a livello regionale, motivo alla base prima dell’ordinanza di chiusura dello stabilimento e poi di revoca della chiusura da parte dello stesso Sindaco di Muro Gabriella Cretì.

L’Arpa ha fatto campionamenti diversi da quanto previsto per legge per il nostro ciclo produttivo – dice Ruggeri -. Sono fatti loro. Ci devono dire perchè e assumersi la responsabilità, così come la Asl che ha autorizzato la chiusura dell’opificio contro quanto previsto dalla l44 del 2008 della Regione Puglia, così come il Sindaco di Muro che ha emesso l’ordinanza”.

La legge regionale dice che nel caso di superamento dei limiti si provvederà a dare immediata comunicazione alla Regione Puglia e all’Assessorato all’ecologia che diffida il gestore a rientrare entro 60 gg. nei limiti prestabiliti. Ove non si adempie, si deve arrestare l’impianto. “Tutto questo non è stato fatto”, ha ribattuto ruggeri che dunque passa al contrattacco, dopo il sopralluogo nelle scorse ore di Asl, Provincia, Arpa e carabinieri del Noe, da cui è partita la fase di accertamenti dopo l’esposto presentato due mesi fa dal comitato ‘Salentambiente’.

Le strade sono due – replica l’imprenditore – o il dirigente è incompetente o la decisione di chiusura è stata tendenziosa. Ci sono responsabilità gravissime”. Ora si è in attesa dei dati che il servizio veterinario del Dipartimento di prevenzione produrrà fra qualche settimana sui campioni prelevati in via precauzionale sulle matrici alimentari di origine animale nel raggio di oltre 10 km effettuati sui terreni, ma anche su latte, carni macellate e foraggi nelle aziende agricole della zona. Se daranno esito preoccupante, allora è certo che avrà inizio un duro braccio di ferro, ma se invece daranno esito negativo, Ruggeri già avverte: “Non può finire tutto a tarallucci e vino, è stata colpita l’immagine dell’azienda. E non potrò sentirmi dire solo ‘scusate, abbiamo sbagliato’”.

di Tiziana Colluto