Aiuti alle ferite: 10mila euro a ragazza, il resto dopo la relazione dei medici

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BRINDISI – E’ passato oltre mese dal giorno dell’attentato al Morvillo Falcone, eppure dei soldi annunciati dalla Regione a Mesagne non è arrivato neppure un centesimo. Veronica  e Azzurra sono ancora in ospedale, Selena, Vanessa, Sabrina sono tornate a casa cercano di ritrovare la quotidianità, ma è difficile. Ora dovranno essere sottoposte ad altre cure, anche una pomata costa troppo.

Si ha bisogno degli aiuti annunciati. Di quei 200mila euro promessi e approvati dal Consiglio regionale. Il Consigliere regionale Curto è intervenuto sulla vicenda dicendo che la Regione ha fatto tutto in tempo utile, ma che il ritardo è da attribuire al Comune di Mesagne che ha mandato solo in queste ore il programma previsto per la distribuzione degli aiuti.

Dal Comune si e difendono, l’Assessore ai Servizi Sociali Alessandro Pastore spiega che che solo il 20 giugno è giunta  nel suo ufficio la comunicazione della Regione sulla determina per lo stanziamento dei 200mila euro, perchè solo l’11 giugno la Regione ha firmato tale determina. “Comunque – dice Pastore – noi ci siamo attivati subito per redigere un programma sulla situazione delle ragazze e oggi lo abbiamo trasmesso. Dalla Regione ci hanno riferito che i soldi sono già in liquidazione e che nei giorni della prossima settimana dovrebbero arrivare”.

Nella prima decade di luglio dovrebbero essere disponibili i 200mila euro,  subito saranno distribuiti  10mila euro a ciascuna delle ragazze dell’attentato, compresa Melissa. Resteranno poi 140mila euro,  una parte di questa somma sarà data alla famiglia Bassi, in resto sarà distribuito alle altre cinque ragazze secondo una relazione tecnica dei medici dell’Asl, in merito alle patologie e alle cure da affrontare in futuro. Una volta stabilita la cifra sarà affidata al giudice tutelare. Questo per quanto riguarda le somme della Regione, certo è che le famiglie con i loro legali pretenderanno altro, dall’assicurazione della scuola, ma anche in sede di processo penale nei confronti di  Giovanni Vantaggiato.

di Lucia Portolano