Ospedale ‘Perrino’: due reparti in chiusura e sospensione del Cup

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BRINDISI – Il reparto di Endocrinologia e Dermatologia dell’ospedale ‘Perrino’ a Brindisi verso la chiusura. Il ‘Piano di riordino ospedaliero’ predisposto dalla Regione Puglia solleva non poche preoccupazioni e getta ombre sul futuro dei servizi forniti all’utenza. Lo dice a chiare lettere il Consigliere regionale de ‘La Puglia per Vendola’ Giovanni Brigante che scrive al Governatore della Puglia e al Direttore della Azienda Sanitaria locale per riportare l’attenzione sull’importanza che questi due reparti rivestono sull’intero territorio. Il reparto di Endocrinologia, ad esempio, raccoglie l’utenza di almeno tutta la provincia di Brindisi con, quasi sempre, tutti i posti-letto occupati da pazienti bisognosi di assistenza specialistica in fasi acute di scompenso del diabete mellito e sue complicanze , di malnutrizione grave e di fasi acute di tutte le malattie delle ghiandole endocrine. Spiega Brigante.

Nel ‘Piano di riordino’ in discussione, in tutte le asl della Puglia, sono stati conservati i posti-letto di Endocrinologia previsti nel precedente riordino e pertanto non si capisce, perché siano stati disattivati solo quelli dell’ospedale di Brindisi, con un territorio che ha il diritto di presenza specialistica anche nella degenza ospedaliera per una ottimale continuità assistenziale ospedale-territorio e viceversa.

Stessi problemi si ravvedono nella chiusura di Dermatologia che completa l’offerta assistenziale consentendo la gestione a 360° di tutte le patologie dermatologiche più complesse, riducendo così la migrazione sanitaria dalla provincia di Brindisi. Ma le novità non finiscono qui, a tutto questo si aggiunge anche il disagio per la sospensione del servizio di prenotazione presso i Centri Unici di Prenotazione (CUP): sportelli, farmacie e call center, attivi su tutto il territorio provinciale. Ne dà comunicazione la stessa asl che spiega la sospensione del servizio con una attività di manutenzione straordinaria, imprevista e non  programmabile.

di Lucia Pezzuto