Il Pdl accende la miccia: “Punti nascita, Salento penalizzato”

Antonio-Gabellone

LECCE – Troppo pochi i punti nascita previsti nella provincia di Lecce da un piano iniquo, che agevola Bari e penalizza il Salento. Il Pdl rilancia, di fronte alla rivolta del territorio e alla contesa di campanile che si sta accendendo specie sui 5 punti nascita previsti in provincia di Lecce: Lecce e Tricase, che nessuno mette in discussione. Copertino, Scorrano e Galatina su cui invece si sono accese le critiche: per i criteri utilizzati da un lato e per la distribuzione territoriale dall’altro, che lascia scoperta la fascia ionica, con i reparti di ostetricia e ginecologia di Casarano e Gallipoli destinati alla chiusura e quello di Nardò già chiuso.

Una cosa hanno ripetuto fino alla nausea il Presidente Nichi Vendola e l’Assessore Ettore Attolini: cambiare si può, ma a saldi invariati, come dire che per tenere aperto Casarano o Gallipoli occorre chiudere Scorrano o Galatina o Copertino. È proprio a rovesciare questa logica che punta il Pdl leccese: il Coordinatore Antonio Gabellone parla di piano iniquo che favorisce Bari e strozza Lecce attraverso parametri che prevedono un punto nascita ogni 160mila abitanti nella provincia leccese e un punto nascita ogni 120mila abitanti in quella barese.

Il Capogruppo Pdl Rocco Palese promette battaglia nella Commissione regionale alla sanità – che tornerà a riunirsi il 2 luglio e alla quale sono demandate le eventuali variazioni al piano. E poi batte su un altro punto: il destino dei 6 ospedali chiusi dalla Regione Puglia in provincia di Lecce. Non solo Nardò, ma anche Campi, San Cesario, Maglie, Poggiardo e Gagliano.

Lo scontro si preannuncia rovente, come la temperatura di questo inizio d’estate. E la pace armata che sembrava regnare nell’ultimo anno fra centrosinistra e centrodestra in via Capruzzi sembra destinata a rompersi proprio sul più caldo dei temi, quello che ha sempre deciso fortune e sfortune elettorali in Regione: la sanità.

di Danilo Lupo