Sanità, il Consiglio provinciale contro il piano della Regione: “Tagli non equi”

BRINDISI – Tagli senza alcun criterio plausibile ai quali non corrisponde il potenziamento degli altri servizi esistenti. Così definiscono i Consiglieri provinciali di Brindisi i provvedimenti della Regione adottati nel piano di riordino per la sanità nella provincia di Brindisi. Levata di scudi del Consiglio provinciale, che pur non avendo competenze nel settore sanità, protesta contro i tagli dei posti-letto e dei reparti nel territorio di Brindisi e approva all’unanimità un ordine del giorno nel quale si chiede un incontro urgente con l’Assessore regionale alla sanità Ettore Attolini. Secondo l’assise brindisina, i tagli sarebbero stati fatti sulla base di opportunità politiche e non di servizi. Soppressione di punti nascita di Ostetricia e Pediatria nell’ ospedale di Ostuni, chiusura di Dermatologia ed Endocrinologia al ‘Perrino’ di Brindisi, Terapia intensiva post-operatoria a Francavilla e la totale chiusura degli ospedali di Ceglie e Cisternino. “Va bene i tagli – afferma il Presidente Ferrarese – ma a questi devono corrispondere strutture di eccellenza”.

L’opposizione di centrodestra alla Provincia evidenzia come nei paesi in cui ci sono Consiglieri regionali questi non abbiano subito dei tagli come a Mesagne dove c’è Matarelli o a a San Pietro dove c’è Romano, lo stesso non è valso per Ostuni tanto che il Consigliere regionale del Pd Epifani almeno per il momento ha preso le distanze dalla maggioranza di Vendola. Per il centrodestra è necessario un piano di edilizia sanitaria per poter ottemperare all’interesse di ampi territori creando strutture di eccellenza, insomma ciò che si chiede e che i tagli siano fatti, ma che a questi corrispondano migliori servizi e potenziamento dell’esistente in una sanità al collasso con un pronto soccorso super affollato e mesi di attesa per una normali prestazioni sanitarie.

di Lucia Portolano


 
Abitare Pesolino

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