Attentato di Brindisi, Parato accusa: “Sospettavo di Vantaggiato, ma non mi hanno creduto”

Cosimo-Parato-alla-conferenza

TORRE S.SUSANNA (BR) – Aveva fatto il nome di Vantaggiato più volte, dopo l’attentato che il 24 febbraio del 2008, cambiò radicalmente la sua vita. Ma Cosimo Parato, imprenditore agricolo 47enne, prima vittima della lucida follia del 68enne di Copertino, non era stato creduto dagli inquirenti che si occuparono del caso.

È questa, fondamentalmente, l’unica notizia di rilievo uscita della conferenza stampa tenutasi nello studio del legale Raffaele Missere, a Torre Santa Susanna. Ai microfoni, c’è un uomo profondamente scosso nell’animo e, evidentemente, in precarie condizioni fisiche causate dall’ordigno che Vantaggiato nascose nel telaio della sua bicicletta.

Una manciata di minuti e poche, pochissime dichiarazioni rilasciate ai media prima di andare via. La salute di Parato non consente all’uomo un’autonomia superiore. Nè ai giornalisti di sapere qualcosa di più. Secondo l’uomo, questo è chiaro, ai danni di Vantaggiato non ci fu nessuna truffa, a dispetto di quanto stabilito dal tribunale, contro cui ricorrerà.

E restano anche i dubbi sui termini del rapporto lavorativo tra i due. Parato dribbla la domanda.

Poi, più niente. Parato fugge via. Con i fantasmi di una domenica mattina, in cui la sua vita presa la piega voluta da Giovanni Vantaggiato, il reo confesso dell’attentato alla Morvillo Falcone.

di Michele Iurlaro