Un mese senza Melissa

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MESAGNE (BR) – Alle 7.45 di 30 giorni fa, un’esplosione devastava l’ingresso dell’Istituto professionale Morvillo Falcone, in via Galanti a Brindisi. 3 bombole, con un innesco azionato a distanza, si scoprirà poi, hanno ucciso Melissa Bassi, 16 anni, la sua giovanissima vita spezzata durante l’atto quotidiano più semplice: era scesa dal pullman per fare ingresso a scuola.

A terra rimarrano altre 5 ragazze, compagne di Melissa. Tutte ferite ed ustionate gravemente. È un attimo e la strada si riempirà di gente. È un attimo e Brindisi si riempirà di una folla coraggiosa, composta soprattutto da ragazzi. Per dire no alla mafia, no al terrorismo. Mentre a Mesagne una mamma e un papà piangono l’unica figlia e negli ospedali di Brindisi e Lecce altre mamme ed altri papà assistono le proprie ragazze devastate dallo scoppio.

18 giorni più tardi il cerchio si chiuderà: tanto dolore è stato il frutto del gesto di un singolo, che si chiama Giovanni Vantaggiato e che, messo alle strette in Questura a Lecce, confesserà e dirà di averlo fatto, perchè “Ce l’aveva con il mondo”. Il giorno dopo il papà e la mamma di Melissa, presi per mano, diranno al mondo: “Giustizia è stata fatta”, ma che non perdonano semplicemente perchè quell’essere che ha portato via la loro bambina, per loro semplicemente non esiste.

La giustizia ha agito in fretta ed ora si scopre che non era la prima volta che quell’imprenditore insospettabile di Copertino agiva. Ed ha confessato pure questo, dalla cella in cui è detenuto, protetto dalla furia degli altri ospiti del carcere leccese di Borgo S.Nicola.
Ma questo è il giorno in cui il pensiero va solo a Melissa, al suo ricordo che in moltissimi tengono vivo. Una messa nel duomo di Brindisi celebrata dall’Arcivescovo Talucci, la sua scuola che le intitola la palestra e la sua Mesagne che le dedica un concerto che possa raggiungerla come una dolce preghiera.

di Raffaella Meo