Attentato: domani Vantaggiato davanti ai Pm

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BRINDISI – Sarà ascoltato domani, nel carcere di Lecce, l’imprenditore di Copertino. I Pm cercheranno di capire il movente dell’attentato ed eventuali responsabilità di Vantaggiato con altre misteriose esplosioni. Chiarire, una volta per tutte, i tanti perché ancora avvolti nel mistero. La verità di Giovanni Vantaggiato da Copertino, parte terza, andrà in scena domani, nel carcere di Lecce, quando il bombarolo affronterà, nuovamente, i sostituti procuratori Milto De Nozza e Guglielmo Cataldi, in un interrogatorio che, almeno sulla carta, si preannuncia chiarificatore. Perché quella scuola? Perché l’ordigno è stato posizionato in quel punto? Vantaggiato ha davvero agito solo? Ma anche, al vaglio dei due pm, i fascicoli ingialliti di esplosioni misteriose subite da chi, per un motivo o per un altro, con il 68enne aveva un conto aperto.

Il primo caso, quello di Cosimo Parato, Torre Santa Susanna, rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un ordigno posizionato nel cestino di una bicicletta. Parato, denunciato da Vantaggiato per una truffa di 340mila euro, porta, ancora oggi, i segni tangibili di quell’episodio. Il secondo caso, tra gli altri, ci porta a Squinzano, anno 1993, quando un ordigno esplose nei pressi della villa di Cosimo Serrati, all’epoca dei fatti amministratore ASL “colpevole” di aver revocato a Vantaggiato la revoca della fornitura di carburante dell’ospedale. Gli inquirenti chiederanno conto anche di questi episodi, come ne chiederanno sulla presenza delle bombole ritrovate nelle campagne di Leverano. Il legale dell’uomo, Franco Orlando, ha già chiarito alcuni punti sulla vicenda, negando la presenza di manichini e di bambole. Ma anche smentito il presunto incontro tra Vantaggiato e la moglie, avvenuto nei giorni scorsi, in gran segreto, tra le mura del carcere. “Non so chi metta in giro certe voci”, ha ribadito l’avvocato.

Ma l’incontro di domani assume particolare importanza anche ai fini della competenza delle indagini in vista del Riesame. La strategia di Orlando sarà quella di far decadere l’aggravante della finalità terroristica. Una mossa che, se vincente, permetterebbe alla procura di Brindisi di rimettere le mani sull’inchiesta, attualmente di competenza della DDA di Lecce. Ma anche di conoscere, una volta per tutte, il reale movente dell’attentatore.

Michele Iurlaro