Giunta Perrone: D’Autilia resta all”Alba Service’

palazzo carafa

LECCE – Damiano D’Autilia resterà a capo di Alba Service e ora ci si interroga sul futuro del consigliere provinciale Mino Frasca e del suo gruppo che rivendica da tempo la partecipata di Palazzo dei Celestini. Una partita questa che non sembrava scontata, ma più passano le ore, più si delinea il risultato che va verso l’1 a 0 per Paolo Perrone che sarebbe riuscito a portare a casa la permanenza di D’Autilia a capo della postazione della Provincia di Lecce. L’ufficialità ancora non c’è, ma la certezza è quasi matematica, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto che potrebbero saltar fuori dalle interminabili riunioni che l’ex ministro Raffaele Fitto tiene con i suoi da oramai due giorni .

Bocche cucite e telefoni che squillano a vuoto. Gli indizi ci sono tutti e lasciano intendere che la giunta di Paolo Perrone è davvero prossima alla luce. Nel pomeriggio o al massimo lunedì il Sindaco ufficializzerà il proprio esecutivo con due novità: la donna in quota “La Puglia prima di tutto”, resta capire se sarà Carmen Tessitore. Sono diversi i veti che alcuni consiglieri del Pdl avrebbero posto sulla sua nomina e Severo Martini riconfermato all’Urbanistica, Attilio Monosi al bilancio, Gaetano Messuti ai Lavori pubblici, Gigi Coclite in quota Mantovano, Andrea Guido di “Lecce città del mondo” all’Ambiente, Luca Pasqualini di “Grande Lecce”, Alessandro Delli Noci di Fli alle Politiche giovanili, Luciano Battista di Io Sud alla Mobilità e traffico. Ad Alfredo Pagliaro di “Regione Salento” la Presidenza del Consiglio.

Con la riconferma di D’Autilia a capo della partecipata della Provincia di Lecce, Perrone avrebbe vinto il braccio di ferro con la Provincia. Una partita che fortifica di fatto il comune capoluogo e indebolisce la figura del Presidente della Provincia che ora dovrà fare i conti con i suoi a Palazzo dei Celestini. A D’Autilia che ha messo nelle mani dei vertici del Pdl il suo mandato, non entrando in giunta al Comune di Lecce, potrebbe essergli riconosciuto un ruolo politico non di primo livello. Resta il punto interrogativo sulla delega di vice Sindaco. In corsa per quel riconoscimento c’erano i due più suffragati del Pdl, Messuti e Monosi; a questo punto il Sindaco potrebbe optare per la donna, ma così potrebbe creare delle fratture interne che si andrebbero ad aggiungere al carico di malcontento diffuso fra gli eletti e in particolare fra coloro che non entreranno in giunta. Poche ore ancora e saranno svelate le carte.

di Francesca Pizzolante