E’ morto Giuseppe Bertolucci

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Il ricordo più commosso di Giuseppe Bertolucci arriva dall’amico di una vita, Roberto Benigni. Anche lui, con la moglie Nicoletta Braschi, accorso a Diso per l’ultimo abbraccio al regista che lo lanciò con un film che fece scalpore, Berlinguer ti voglio bene.

Come Benigni nel sud Salento sono arrivati nelle ultime ore tanti registi e attori, sceneggiatori e operatori del cinema. e per un lunghissimo pomeriggio la piccola Diso diventa una sorta di capitale del cinema del novecento. Novecento, come il titolo dell’epica opera cinematografica di cui Giuseppe Bertolucci firmò la sceneggiatura insieme al fratello Bernardo. C’era anche lui, ovviamente, sulla sua sedia a rotelle tra la camera ardente allestita nella Sala degli affreschi dell’ex convento dei cappuccini, il chiostro e il sagrato della stessa chiesa di Diso. E con lui tanti amici di una vita lunga e che non a caso – assicura chi lo conosceva bene – aveva voluto concludere nel Salento.

Da sei anni Giuseppe Bertolucci aveva acquistato una casa nel pieno centro storico di Diso: a quelle gialle pietre assolate, all’agrumeto che costituiva il suo giardino segreto, all’indole gentile e accogliente dei salentini, il regista si era affezionato. Qui era giunto con l’arrivo della bella stagione, poco più di un mese fa. E qui l’ha colto la morte, dopo una lunga malattia, nell’ospedale di Tricase. Ora la sua salma è stata composta nell’ex convento attiguo al municipio di Diso e la camera ardente è meta continua di visite illustri e dei tanti curiosi che hanno scoperto all’improvviso un così illustre concittadino. Una camera ardente lunga un weekend, sabato e domenica, per un addio laico, senza funerali. La salma di Giuseppe Bertolucci, lunedì, verrà infatti cremata a Bari e poi a commemorarlo ci penserà una cerimonia a Bologna: nel capoluogo emiliano da anni il maestro dirigeva la cineteca, punto di riferimento della cultura e della cinematografia nazionale e non solo. Ma anche lì, nella brumosa Bologna, probabilmente il maestro emiliano non dimenticava l’assolata campagna del Salento che era diventata per lui un luogo del cuore fino ad essere il luogo del suo distacco dalla vita.