Cozze alla diossina, 20 tonnellate al macero

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TARANTO – È esplosa la rabbia  tra i mitilicoltori tarantini dopo le ultime analisi. La diossina nelle cozze c’è. E saranno Circa 20 le tonnellate di prodotto da distruggere.È la decisione del “Tavolo tecnico regionale”  per valutare il da farsi sulle cozze  del primo seno di Mar Piccolo tornate ad essere, con le analisi effettuate tra il 21 ed il 24 maggio scorsi, inquinate da pcb e diossina. È stato accertato  nuovamente il superamento del limite tollerato di 6.5 picogrammi.

“Il dramma – spiegano i miltilicoltori – che ormai non c’è più tempo per il traferimento in Mar Grande, promesso a soluzione dell’allarme scattato ormai un anno fa”. Un danno di 4 milioni di euro. E non solo. Si sono anche 120 famiglie a rischio. Una sentenza dolorosa per loro.
Ora c’è un mese di tempo. Al massimo entro luglio – hanno deciso i tecnici del Ministero dell’Ambiente, dell’Assessorato regionale alla Sanità, di Arpa e Cnr, dei servizi veterinari dell’Asl Ta, il Sindaco di Taranto Ezio Stefàno, l’amministratore del Centro Ittico tarantino Michele Matichecchia – per provvedere alla rimozione ed al macero del prodotto. “Lunedì prossimo una nuova ordinanza dei Servizi veterinari dell’Asl – assicura il responsabile Teodoro Ripa – annullerà l’ordinanza del luglio scorso e formalizzerà il nuovo blocco di produzione e movimentazione delle cozze presenti negli impianti del primo seno”.

Si riapre, in pratica, l’iter per il trasferimento del novellame nelle aree individuate nell’inverno scorso al Mar Grande in modo da mettere al sicuro almeno la produzione futura.  Ma intanto è stato perso un anno e sono perse  almeno due produzioni di cozze.

di Alessandra Martellotti