Lecce, i baby oggetto del desiderio sul mercato

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LECCE – Undici mesi fa il loro talento brillava nelle amichevoli precampionato a Tarvisio, ora si trovano, con un anno di esperienza in più, al centro delle attenzioni di mercato.

Filippo Falco, Fabio Romeo e Luigi Falcone: tre gioiellini in vetrina, ma che il Lecce farebbe bene a tener stretti.

I primi due sono reduci dall’ottima esperienza nel Pavia. Falco si porta dietro un soprannome pesante, quello di Messi del Salento. Appellativo dovuto alla statura e alla capacità di saltare l’uomo in velocità. I suoi numeri hanno allertato tutta la Lega Pro e diverse squadre di B, su tutte la neopromossa Ternana che ne ha saggiato dal vivo le qualità. Può giocare da esterno d’attacco nel tridente, come seconda punta e come trequartista.

Fabio Romeo è in orbita Lecce da diversi anni e in giro per l’Italia si è ritagliato grande considerazione per le sue abilità. L’evoluzione tattica lo ha portato ad esaltarsi nella posizione di difensore centrale, ma può ricoprire qualsiasi posizione sia nella linea a 3 che in quella a 4 e all’ occorenza può giocare anche a centrocampo.

Da qualche mese il suo primo tifoso lo incita dal cielo e,  magari,  spera che Fabio possa avere la chance di mettersi in mostra con la casacca giallorossa. Anche per lui le richieste non mancano, soprattutto dalla Lega Pro.

Per Luigi Falcone la lista di pretendenti è lunghissima, e vede anche club di serie A che vorrebbero ottenere un diritto sul suo cartellino in chiave futura. Il ‘Vucinic del Salento’ , com’è chiamato dai suoi amici, ha la stoffa del campioncino ed è già in orbita Nazionali Giovanili, fresco della convocazione di Luigi Di Biagio nell’Under 20.

Anche lui è molto duttile, dotato di buona tecnica individuale e spunto vincente. Di Francesco lo teneva in grande considerazione, utilizzandolo come attaccante destro. Tre diamanti grezzi che brillano ancor di più considerando che il forziere giallorosso, al momento, è più vuoto che mai. Per questo è bene tenere i pirati alla larga.

di Raffaele Pappadà