A Copertino perquisizioni a tappeto

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COPERTINO – Freddo, riservato, schivo sono gli aggettivi con cui a Copertino tutti descrivono Giovanni Vantaggiato. Ma nessuno poteva immaginare che quell’uomo freddo, riservato e schivo fosse il killer spietato che, con estrema lucidità e perizia, ha messo insieme tre bombole, le ha collegate ad un innesco, le ha fatte esplodere, ha ucciso senza pietà una ragazzina e ne ha ferite altre, sapendo di poter fare una strage. L’assassino senza scrupoli, quello che se l’è presa con ragazze innocenti nel gesto quotidiano più semplice, l’ingresso a scuola, è la persona che ogni mattina si recava al lavoro, qui nel deposito di carburante alla periferia del paese  e che poi, tornava a casa dalla moglie e dai nipoti.

Lui era ancora in Questura a Lecce, quando la nella sua villetta sono arrivati gli inquirenti. La casa è stata perquisita per ore, palmo a palmo da polizia e carabinieri. Nessuno poteva sospettare di Giovanni Vantaggiato, non ce n’era alcun motivo.

Le perquisizioni intanto continuano. Gli inquirenti stanno passando al setaccio il deposito di carburante di Vantaggiato ed altri locali di pertinenza, oltre alle due auto individuate sulla scena del crimine immortalate dalle telecamere di videosorveglianza.

Polizia e carabinieri sono anche a bordo dell’imbarcazione di proprietà di Vantaggiato, ormeggiata a Porto Cesareo. Secondo alcune voci, al loro arrivo, gli investigatori che lo hanno prelevato per accompagnarlo in Questura, lo avrebbero trovato dietro ad una scrivania. Quando li ha visti, Vantaggiato si sarebbe tolto gli occhiali e, da quel momento, il suo sguardo si sarebbe perso nel vuoto.

di Raffaella Meo