Strage a scuola, Manganelli: “Nè mafia, nè Fai dietro l’attentato”

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BRINDISI – “L’attentato all’Istituto superiore Morvillo Falcone di Brindisi non è opera né della mafia né degli anarco-insurrezionalisti”, lo ha dichiarato il Capo della Polizia Antonio Manganelli nel suo intervento alla Scuola di Polizia interforze.  A distanza di due settimane e mezzo dalla tragedia dinanzi ai cancelli della scuola brindisina costata la vita alla sedicenne Melissa Bassi, le indagini ancora non sembrano aver dato una risposta, ma il capo Manganelli  sente il bisogno di chiarire: “Ho sentito molte sciocchezze, la mafia non è oggi in condizione di porsi in contrasto con lo Stato né tanto meno si può parlare di Br risorte.

E anche per quanto riguarda la Fai ‘faccio fatica a immaginare’ che sia opera loro un attentato così vigliacco”. Non solo, rivela anche che il giorno della tragedia: “i detenuti della Sacra Corona Unita hanno fatto un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa, un segnale specifico per dire noi non ci entriamo”. Intanto però qualche giorno fa sono arrivati  a Brindisi oltre 100 uomnini che stanno affiancando le forze dell’ordine nel monitoraggio del territorio. Così come era stato annunciato dal Ministro Cancellieri  nei giorni successivi all’attentato al Morvillo Falcone sono stati inviati gli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Puglia.

L’operazione denominata “Alto Impatto” è stata avviata su due fronti  la prima, quella preventiva, dedicata ad assicurare la serena e pacifica convivenza sociale; la seconda, quella repressiva, mirata a drenare sacche criminali e a contrastarne ogni tentativo di rigurgito.

Tanto il Comando provinciale dei Carabinieri quanto la Questura di Brindisi sta lavorando in simbiosi con i colleghi arrivati a supportarli. I reparti giornalmente presidiano l’intero territorio, presenziano all’ingresso e all’uscita degli studenti dai numerosi plessi scolastici, monitorano persone e veicoli, osservano, attuano simultaneamente perquisizioni e posti di blocco, eseguono controlli mirati su soggetti di elevata caratura criminale, esercitano pressione su persone orbitanti organizzazioni criminali.

In particolare la Questura di Brindisi si è concentrata sull’area urbana nell’operazione “Free life” mirata  ad innalzare i livelli di efficacia ed efficienza dei moduli operativi. Del resto anche dopo il terribile attentato all’Istituto superiore Morvillo dello scorso 19 maggio, la città di Brindisi e l’area della provincia è continuata ad essere mira dei criminali.

Eclatante l’assalto al portavalori di venerdì scorso sulla statale 7. Scena da far west che ha minato la tranquillità del territorio e che alimentato la paura e le insicurezze dei cittadini al punto tale da far dubitare che il modello Brindisi annunciato dalla Cancellieri possa funzionare e che  i rinforzi inviati  siano sufficienti ad arginare il fenomeno criminale .

 di Lucia Pezzuto