Il risiko politico dietro i tagli agli ospedali

ospedale casarano

CASARANO – La chiusura del “punto nascita” di Casarano è arrivata come una doccia fredda. Ed ha già scatenato la battaglia del territorio, pronto con ogni mezzo – anche con Facebook – a chiedere all’esecutivo regionale di rivedere la propria posizione. La misura restrittiva non prevedeva, infatti, il sacrificio di quella struttura, ma piuttosto quella di Scorrano. La scelta è ricaduta su Casarano per evitare una profonda crisi nella maggioranza.

Sui punti nascita, infatti, si è consumata una vera e propria guerra. Da un lato l’Udc dall’altro il Pd e di mezzo la giunta. Il Presidente dello Scudo crociato Negro, ha condotto a lungo una battaglia nei corridoi di via Capruzzi per salvare il reparto di Scorrano. “Chiuderlo – dice – avrebbe comportato un colpo troppo duro per il sud Salento. La scelta, dunque, doveva ricadere su Galatina”.

Ma il risultato delle recenti elezioni amministrative ha consegnato la città al Partito Democratico che, dunque, non intendeva cedere troppo facilmente. Oltretutto i democratici dovevano difendere anche il punto nascita di Grottaglie che ha scatenato una guerra durante i lavori del Consiglio Regionale. Attolini tardava a dare segnali di aperture e il Pd ha battuto i pugni sul tavolo minacciando di non votare in aula il “Piano tagli”. La mediazione momentanea l’ha condotta il Capo opposizione Rocco Palese che ha consigliato alla giunta di approvare immediatamente la delibera lasciando in sospeso alcune strutture. E così è stato.

Nel chiuso della giunta si sono ultimate le trattative. Scorrano salva grazie all’Udc, Galatina grazie al Pd. Dunque la scelta, forzata, è ricaduta su Gallipoli e Casarano. Il primo è sempre in quota Scudo crociato per cui impossibile da salvare dopo Scorrano. Casarano, invece, è marchiato Pdl, motivo per il quale ai fini dell’approvazione in aula, non gode di voti determinanti.

Ora la misura arriverà in Commissione e lì inizierà il secondo round della battaglia. Il centrodestra, infatti, difficilmente lascerà che l’area ionica resti totalmente orfana di “Punti nascita”. Ma è altrettanto difficile immaginare che Attolini sia pronto a nuovi sconti. Meno sofferta la chiusura degli interi ospedali, ne escono indenni Fasano e Mesagne, l’unico ad essere riconvertito sarà Nardò.

Commenti

  1. michele pagliarulo scrive:

    Sono uno dei 5 chirurghi pediatri del “Grande Salento” (?).Il sogno di un Dipartimento Materno-Infantile a Casarano non era velleitario, ma si basava su solidi presupposti: una eccellente pediatria che, ai tempi del Prof. Corvaglia, aveva anche una terapia intensiva neonatale; una Chirurgia Pediatrica unica nel Salento ( un’altra a Bari e una a Foggia) che, giusto pochi giorni fa, ha operato un neonato di basso peso con gravissima patologia intestinale; una Ginecologia/Ostetricia “storica” con grande tradizione chirurgica; un eccellente pool di Anestesisti Pediatri, che tutti ci invidiano, in grado di addormentare e poi svegliare bambini di peso inferiore a 1 Kg; un personale di sala operatoria stupendamente addestrato. Ebbene, tutta questa grande passione e tutte queste professionalità, cresciute faticosamente in 30 anni, sono state umiliate e annichilite con quello che è l’atto finale di un processo di smantellamento meticoloso e sistematico che, una volta chiuso Gagliano del Capo, mira alla definitiva “gaglianizzazione” di Casarano. E pensare che il “Ferrari” era l’ultima efficiente azienda casaranese rimasta sul mercato! Non mi va nemmeno di fare ricostruzioni dietrologiche: sono troppo nauseato per farlo! So solo che dove finiscono il buon senso e la logica, là inizia il regno della “politica”.