Gasdotto: Tap a un passo dai lavori, entra anche Enel

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LECCE – Più che una strada in discesa, sembrano non esserci più storie nella realizzazione del gasdotto della Trans Adriatic Pipeline, quello che dovrebbe trasportare l’oro azzurro dell’Azerbaijan per 800 km fino a San Foca. Le novità, infatti, non lasciano spazio a molti dubbi. Il 24 maggio scorso, a Berlino, Iain Conn, Amministratore Delegato e Marketing di BP, ha ribadito l’impegno dell’azienda britannica a collaborare con Tap ed i governi dei Paesi di transito, Albania e Grecia, per ottenere i necessari permessi e le approvazioni per il progetto. Non si tratta di un dettaglio. Bp è uno degli operatori che gestisce il giacimento di Shah Deniz, da cui proviene il gas. Detiene un quarto delle quote, quanto la Statoil, altra azienda che a sua volta partecipa in Tap. L’amministratore delegato della Bp, però, si spinge oltre e svela i tempi: “Il consorzio di Shah Deniz- riporta- sta attualmente valutando le osservazioni presentate il 16 maggio scorso da Nabucco West e SEEP”, i progetti in competizione per la rotta sud-orientale e dell’Europa centrale. Entro la fine di giugno avverrà la selezione tra i due concorrenti del corridoio nord. Entro giugno 2013, però, ci sarà quella definitiva tra percorso settentrionale e quello meridionale, per cui il consorzio azero “Ha recentemente selezionato il Trans Adriatic Pipeline, tanto che trattative in esclusiva sono ora in corso con Tap e non c’è possibilità di continuare con l’Interconnessione Turchia / Grecia / Italia (ITGI)”. Insomma, si dovrà decidere se il gas del Mar Caspio passerà da nord o dal sud dell’Europa. Ma, in quest’ultimo caso, l’unica alternativa possibile sarà quella di Tap e non più anche quella del Poseidon che avrebbe dovuto approdare a Otranto, definitivamente tramontata, con la decisione presa a fine febbraio e che ha già scatenato le reazioni del governo italiano che la preferiva. La strada meridionale, quindi Tap, però è bene sottolinearlo, è anche l’ultima chance che ha l’Italia per accaparrarsi il gas dell’est senza dipendere ancora dalla Russia. Ed è per questo che si procede avanti tutta. Proprio in questi giorni, Tap ha presentato la domanda di autorizzazione unica al Ministero dello Sviluppo Economico, per ottenere i permessi necessari che ancora mancano per costruire e avviare il gasdotto. Non solo, l’Italia vuole far sentire il suo peso cercando di piazzare all’interno dell’azionariato di Tap il partner che ancora manca, l’Enel. Ad annunciare “l’interessamento” è stato proprio l’Amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, su invito esplicito del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. Il livello di trattativa, dunque, è avanzatissimo e soprattutto, passa letteralmente sopra le teste dei salentini. È proprio a Passera, oltre che a Vendola, che il Comitato No Tap consegnerà le 1761 firme raccolte durante il sit in di domenica a San Foca, per dire no al progetto. La gente del posto non rinuncia ad esprimere il proprio dissenso. Quanto peserà, però, è il vero rebus in una partita che si gioca tutta tra Roma, Baku e Mosca.

di Tiziana Colluto