La battaglia per la cultura come “INFRASTRUTTURA”

 Telerama ha intrapreso una battaglia per attirare l’attenzione ed aprire un dibattito sul valore e sull’importanza dell’informazione e della comunicazione come fattore di sviluppo culturale della nostra comunità. La nostra cultura deve diventare un vero e proprio motore di sviluppo sociale, attraverso cui poter creare occasioni e luoghi di dialogo aperti a tutti, per un confronto vissuto come un momento di crescita e maturazione, nella consapevolezza di non voler sprecare le ricchezze storiche, culturali e religiose che abbiamo a disposizione. La Battaglia di Telerama passa attraverso il recupero e la valorizzazione dell’ identità salentina (leccese, brindisina, tarantina), quindi attraverso la promozione degli eventi culturali che appartengono ai tre territori, non solo come eventi folkloristici, ma come importanti momenti che diffondono conoscenza, cultura, e aumentano la consapevolezza di chi siamo e di cosa la nostra terra ci offre. Telerama, infatti, è una televisione “indies”, che si pone al passo con i tempi, ma nella direzione di una decisa e più accanita difesa dei valori identitari che ci appartengono, contro la sempre più incalzante omogeneizzazione culturale, che fa sì che i nostri sistemi di significato, i valori autoctoni, vengano rispettati e valorizzati come meritano, che contro la dittatura dell’Auditel, sente forte ogni giorno la responsabilità sociale verso i propri fruitori, e si rivolge ad un pubblico attivo, protagonista e consapevole. In linea con questo percorso, Telerama si adopera per certificare e valorizzare il nostro allargato “Sistema Salento”, nella direzione di un più forte radicamento sul territorio, tutelando e valorizzando le importanti risorse storico culturali nelle province leccesi, brindisine e tarantine, con questi obiettivi. OBIETTIVI LECCE E PROVINCIA Telerama si impegna per far dedicare l’Università del Salento a Codacci Pisanelli, statista tricasino e una delle figure più importanti di questa terra. Ci impegniamo inoltre per far inserire tra i beni culturali protetti dall’Unesco l’evento della “Focara di Novoli”, e per l’istituzione del “Premio Tito Schipa”, un evento dedicato a un personaggio emblema della storia leccese, che merita di rimanere impresso nella memoria collettiva. Ci adoperiamo per la concreta realizzazione del progetto definitivo di Parco Rudiae a Lecce, uno dei più antichi siti archeologici della civiltà messapica, per anni abbandonato a se stesso. Ci adoperiamo per la rivalutazione del Teatro Romano, a Lecce, che insieme all’anfiteatro, rappresenta una tra le più preziose testimonianze dell’epoca romana, e che, nonostante sia inserito nell’elenco dei monumenti nazionali, vive nel più assoluto degrado e nella sporcizia. (Ci impegniamo per la creazione del liceo musicale Ex Conservatorio Tito Schipa, che fu lo stesso tenore Tito Schipa a volere, e che ora si limita ad essere una struttura fatiscente, a causa del nodo della proprietà contesa tra Provincia e Comune.) (sembra in via di risoluzione). Ci impegniamo per la salvaguardia della Scuola Cesare Battisti a Lecce, uno dei più antichi istituti scolastici del capoluogo, che nei progetti dell’amministrazione comunale dovrebbe ridursi a una galleria commerciale. Ci impegniamo per il nuovo recupero della Tettoia Liberty, la splendida struttura di fine ottocento da anni abbandonata nel campo Coni di Santa Rosa, legata al progetto di un grande centro commerciale e parcheggio su tre livelli in piazza Tito Schipa. Ci battiamo per il restauro del Museo di Roca, a Melendugno, ad oggi nel degrado più assoluto e occupato abusivamente, su cui, nonostante il suo grande interesse storico, e nonostante siano trascorsi vent’ anni di scavi condotti dal dipartimento beni culturali, non si è prodotta nessuna pubblicazione scientifica delle ricerche. (Ci battiamo per il restauro della Cappella di San Paolo, a Galatina, che rappresenta il cuore del tarantismo, che ad oggi vive nel più assoluto degrado, con la cappella che va a pezzi, e l’altare in pietra leccese che crolla: il restauro mi risulta ora avviato). Ci adoperiamo perché vengano portati a termine nel più breve tempo possibile i lavori di restauro del Castello Angioino, a Gallipoli, uno dei più antichi castelli dell’Italia meridionale, dimenticato e costretto a svolgere il ruolo di caserma della Guardia di Finanza. Ci impegniamo per il restauro di Torre dei Cavallai, a Surbo, risorsa che risale al XVI secolo, e che oggi è in totale degrado, immersa tra le pale eoliche. Ci battiamo per il recupero della Chiesetta S.Pietro dei Samari, a Gallipoli, piccolo gioiello bizantino incastonato tra gli ulivi, che nonostante i numerosi appelli, non ha ricevuto alcun intervento. Ci battiamo per il recupero dell’Abbazia di Casole, a Otranto, uno dei monumenti più antichi del Salento dell’epoca bizantina, ora in completo abbandono e inaccessibile al pubblico. Ci battiamo per il recupero di Palazzo dei Celestini a Carmiano, palazzo cinquecentesco in condizioni fatiscenti. Ci impegniamo per il restauro del Tappeto Ipogeo, a Veglie, cadente e dimenticato da tutti. Ci impegniamo per il restauro della Chiesa “Capu de Santu Ronzu”, danneggiata dal furto della copertura di mattonelle in maiolica verde, e per la riscoperta della chiesetta ipogea di Santa Lucia, in piazza Tito Schipa, a Lecce, completamente sotterrata dai detriti. Ci adoperiamo per la salvaguardia delle Torri Costiere e Torri fortificate del Salento. Ci battiamo perché a Tricase vengano recuperati due gioielli architettonici, quali il Castello di Tutino con il fossato, il più antico della città perché di epoca angioina, e l’Acait, splendido esempio di archeologia industriale di inizio Novecento, acquisita dal Comune nel 2004 ma su cui non c’è ancora neppure un’idea progettuale di recupero. Ci impegniamo perché vengano portati a termine i lavori sull’importante complesso del “Trice”, a Castiglione d’Otranto, area ricca di testimonianze medievali e su cui insistono l’unica cripta dedicata allo Spirito Santo nel Salento, oltre che la cappella della Maddalena, luogo di culto tanto importante da potersi fregiare dell’istituzione della fiera del 22 luglio con decreto regio borbonico. Ci adoperiamo perché venga recuperata la necropoli di Ugento, la più antica del centro messapico, completamente depredata dai tombaroli. Portiamo avanti la battaglia sul vecchio cimitero di Surano, sulla statale 275, in assoluto stato di abbandono da decenni, assieme alla preziosissima chiesa seicentesca annessa. Chiediamo a gran voce che faccia ritorno a Parabita almeno una parte rappresentativa dei suoi 18mila reperti archeologici che giacciono dimenticati nei cassoni dell’Università di Pisa. Ci battiamo perché Lequile abbia un archivio comunale adeguato, liberando e dando degno decoro alla Chiesa degli orfanelli, annessa a Palazzo Andrioli. Ci impegniamo perché venga recuperato il sito archeologico quasi sconosciuto di Santa Maria di Leuca, oltre al complesso di Leuca Piccola, a Barbarano. OBIETTIVI BRINDISI E PROVINCIA Ci adoperiamo per restituire alla città di Brindisi il Castello Svevo, uno tra le sue più importanti bellezze architettoniche, attualmente occupato dalla marina militare. Ci battiamo per il restauro della Chiesa di San Paolo, adiacente al palazzo della Provincia a Brindisi, unico esempio di chiesa gotica della città. Ci impegniamo per la valorizzazione del Tempietto S. Giovanni al Sepolcro, importante struttura romanica a Brindisi. Ci impegniamo a sostenere la riapertura del “Palazzo Baronale”, attualmente chiuso, a Cellino S. Marco, in provincia di Brindisi. Ci adoperiamo a Torchiarolo per la salvaguardia di “Palazzo Barone”, importante patrimonio storico culturale del posto. Ci adoperiamo per la restaurazione dei simboli storici per eccellenza di Torchiarolo: Torre Bartoli e Torre Lo Muccio, due antiche torri di avvistamento, l’una di fronte all’altra, attualmente in totale degrado. Ci impegniamo a favore della realizzazione degli scavi e della conseguente valorizzazione di Torre Testa e dei Fornaci di Giancola, situata nei pressi di Torre Guaceto, vasta area archeologica di particolare rilevanza storica. Ci impegniamo per la salvaguardia della Chiesa di San Misurino, a San Donaci, un casale che affonda le sue radici già ai tempi dei Romani, e che nonostante la sua straordinaria bellezza, è completamente dimenticata. Ci adoperiamo per il recupero del Teatro Di Giulio. Ci impegniamo per la riqualificazione delle vie del centro storico, in particolar modo del vecchio quartiere San Pietro degli Schiavoni. OBIETTIVI TARANTO E PROVINCIA Nel territorio di Taranto e provincia, ci impegniamo per la salvaguardia della cinta muraria, i resti dell’antica cinta muraria di Taranto, che sorgono all’interno del mercato di Corso Italia, e che finora non hanno visto alcun intervento di recupero e valorizzazione. Ci impegniamo a far effettuare il restauro della Chiesa di Monte Oliveto e della Chiesa S. Andrea degli Armeni, situate entrambe nella Zona Vecchia di Taranto città, ad oggi in totale stato di abbandono. Ci battiamo per un recupero complessivo del centro storico tarantino, che potrebbe diventare davvero il fiore all’occhiello della città. Ci impegniamo perché alcuni importanti siti, come il circuito delle tombe a camera, siano sempre accessibili. Ci adoperiamo perché il secondo ed il terzo piano del Museo Nazionale Martà vengano ristrutturati al meglio ed in tempi brevi, oltre che per la riqualificazione della biblioteca comunale di Taranto, ad oggi senza fondi e dunque impossibilitata ad arricchire il patrimonio librario, e per l’emeroteca, in condizioni disastrose e, quindi, non più frequentata. Ci impegniamo per migliorare le condizioni di lavoro dei numerosi operatori culturali che non ricevono il giusto supporto dagli Enti Locali di Taranto, e per questo fanno fatica a stare al passo.

 
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