GALLIPOLI LE IMMAGINI CHE NON VOGLIAMO PIU’ VEDERE

Queste sono le immagini del nostro sopralluogo del 23 luglio 2009 all’interno del depuratore di Gallipoli e dell’impianto di affinamento mai entrato in funzione. Con noi e con le nostre telecamere c’erano tutte le istituzioni che, in una puntata di open, avevano preso l’impegno di far funzionare quell’impianto, che affina le acque rendendole idonee all’irrigazione impedendo così lo sversamento dei reflui in mare, che causa da sempre il formarsi di una grossa chiazza scura nel mare del litorale nord gallipolino, dove infatti insiste il divieto di balneazione. Ora che l’impegno è stato ufficialmente assunto, con la sottoscrizione, a fine gennaio, ...

News Flash | Raffaella Meo | Mercoledì, 10 Marzo 2010

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ADDIO MIMMO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Marzo 2010 13:47
Il suo nome resterà per sempre nella storia del calcio leccese. Si è spento nella sua abitazione Mimmo Cataldo, storico direttore sportivo dell’ U.S. Lecce, dietro la cui regia giunse, nel lontano 1976, dopo 27 anni di serie C, la prima promozione nella serie cadetta e nel 1985, la prima, storica, promozione in serie A, dietro la guida di Eugenio Fascetti e la presidenza di Franco Jurlano. Calabrese d’origine, ma leccese d’adozione, città nella quale si era trasferito 34 anni fa, Mimmo Cataldo ha saputo lanciare giovani talenti provenienti dal vivaio, poi protagonisti nel calcio che conta : da Antonio Conte a Sergio Brio, da Pasquale Bruno a Checco Moriero, da Giampiero Maini a Luigi Garzya. E ancora, nei suoi 20 anni al servizio del Lecce Calcio, è riuscito a far indossare la casacca giallorossa ad icone del calcio leccese come Pedro Pablo Pasculli, Beto Barbas ed Omar Mazinho. Senza dimenticare la scommessa, vinta, di portare in giallorosso Carletto Mazzone. Non solo talent scout, ma anche grande stratega, Cataldo ha saputo assicurare linfa vitale alla società salentina, grazie alle sue intuizioni durante il calcio mercato, riuscendo a vendere giocatori del vivaio a fior di miliardi delle vecchie lire. Nel 1996, quando la società passò nelle mani dell’attuale patron Giovanni Semeraro, interruppe la collaborazione con la società salentina, mettendo la propria esperienza al servizio di Nardò, Taranto ed Ancona. L’ultimo saluto a Mimmo Cataldo, che il 18 marzo avrebbe compiuto 85 anni, sarà dato domani pomeriggio nella chiesa di San Giovanni Vianney, nei pressi di Piazza Partigiani.
 

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